Francesca's profile//.♥fяαисεѕсα«PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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January 24 .Uno si costruisce grandi storie,
questo il fatto,
e può andare avanti anni a crederci,
non importa quanto pazze sono,
e inverosimili, se le porta addosso,
e basta.
Si è anche felici,
di cose del genere.
Felici.
E potrebbe non finire mai.
Poi,
un giorno,
succede che si rompe qualcosa,
nel cuore del gran marchingegno fantastico,
tac,
senza nessuna ragione,
si rompe d'improvviso e tu rimani lì,
senza capire come mai
tutta quella favolosa storia non ce l'hai più addosso,
ma davanti,
come fosse la follia di un altro,
e quell'altro sei tu.
Tac.
Alle volte basta un niente.
Anche solo una domanda che affiora.
Basta quello
October 26 Sunshine I got a pocket,got a pocket full of sunshine ![]() I got a love that knows that it's all mineDo what you want, ![]() but you never gonna break me,sticks and stone are never gonna shake me ![]()
Theres a place that i goWhere nobody knows and I call it home ![]() When there's no more lies and darkness is lightand nobody cries there's only butterflies ![]() The sun's on my sideTake me for a ride ![]() I smile up to the skyI know i'll be alright ![]() ![]() August 31 La ragazza dello Sputnik Ogni volta che mi accingo a parlare di me, vengo colto però da una leggera confusione. A mettermi in difficoltà è il classico paradosso che si racchiude nella domanda "chi sono io?" Ovviamente, dal punto di vista della quantità di informazioni sull'argomento, non esiste al mondo nessuno che possa saperne su di me più di me stesso. Ma quando io mi trovo a parlare di me, è inevitabile che il mio io narrato sia filtrato, manipolato, censurato dal mio io narrante, dalla sua scala di valori, dalla sua sensibilità, dal suo spirito di osservazione, nonché da una serie di interessi concreti. Perciò, che grado di verità oggettiva possiederà mai questo io che si racconta da sé? E' un problema, questo, che mi sta molto a cuore. Che mi è sempre stato a cuore, fin da quando ho memoria.
Haruki MurakamiJune 27 certe nottiCerte notti... uno spazio vuoto è TUTTO
Certe notti... l'infinito che hai dentro si riassume solo con un niente...
Certe notti... tutto e nulla coincidono...
Certe notti... sono le notti importanti della tua vita...
quelle che ti fanno crescere...
sono notti in cui ti fai domande che sono senza risposta...
notti in cui non esistono certezze...
Certe notti... pensi...
e pensi...
e pensi...
e non stai male, non più...
ma pensi!
Certe notti... ti fai domande che prima non ti ponevi...
ma non perchè prima non fossero importanti, anzi...
è solo che non aveva senso chiedersi il senso...
soffermarsi a chiedersi un perchè nel momento in cui dovevi cogliere l'attimo e Vivere...
ma vivere è anche porsi dei perchè... ...
si vive anke in certe notti...
perchè queste notti ti permetteranno un giorno di sentire i polmoni gonfiarsi di nuova vita,
il cuore battere inarrestabile e di assaporare fino all'essenza un altro attimo che avrai saputo cogliere...
Certe notti... ti girano in testa dei perchè sul senso di ogni cosa...
grandi, enormi, immensi perché...
parole, frasi, che magari hai sentito migliaia di volte,
che se non sei qui adesso,
solo con te stesso in questa camera in un buio quasi fatato,
consideresti parole che non dicono nulla, frasi banali...
ma ora, quelle frasi e parole pensate da me prendono un loro grande senso...
si caricano di sentimenti, di valori, di significati e se chiudo gli occhi di intensi colori...
Certe notti... pensi...
qui mi prendono per pazzo...
ma pazzo è chi dice quel che pensa senza barriere facendo sgorgare in questo testo una mente in piena?
oppure chi non riesce a capire e non considerando "normale" tutto questo ti etichetta come pazzo?????
Certe notti... pensi: ma perchè mi faccio tanti problemi x gli altri???
Certe notti... ti senti solo.
Certe notti... speri che qualkuno ti legga dentro con uno sguardo e ascolti il tuo urlo di silenzio assordante!
Speri che qualcuno veda quanto amore hai da dare e si apra completamente a te...
Speri che uno sguardo di sfuggita ti faccia innamorare ancora della vita,
un sorriso ti illumini la giornata
e un respiro tranquillo della persona che ami mentre la guardi dormire in silenzio ti faccia chiudere gli occhi sfiorando il cielo...
e in qualche modo consapevole di questo sentire uscire una lacrima di gioia...
Certe notti... piove forte...
senti freddo...
ma non può piovere x sempre...
Certe notti... ti inganni dicendo: da domani...
ma sai di non avere tanta forza...
perchè la forza non si prende solo da dentro
ma anke da fuori, dal mondo, da chi ci circonda...
e io Voglio voglio voglio...
avere questa forza...
da parte mia ci metto il mio...
ma mi perdo nella paura...
Certe notti... hai paura ke non ci possa mai essere nulla così...
e ti rispondi che ci sarò qualcosa di diverso...
ma sarà quel che vuoi?
Certe notti... hai paura di stare mandando a puttane tutta la tua vita...
Certe notti... vorresti saper odiare e invece quello che sai fare è amare amare amare...
Certe notti... vorresti saper non pensare ma è più forte di te...
Certe notti... non ti và di capire
Certe notti... sai quel che dovresti fare...
ma chi me lo fa fare...?
Certe notti... hai bisogno di sentirti amato...
Certe notti... ami
Certe notti... ami l'amore
Certe notti... vuoi amare
Certe notti... non capisci il mondo e ti chiedi perchè
Certe notti... vorresti un mondo diverso... migliore...
Certe notti... continui a pensare ma dici... ora basta...
Certe notti... pensi che chi leggerà questo non capirà...
perchè alla fine non ti capisci neanche tu...
e magari ti prenderà in giro...
ma in fondo speri che qualcuno una volta finito di leggere si fermi un secondo...
e in qualche modo, senza un perchè, ti capisca...
June 23 U'll always be in my dreamsѕαяò..
ρяσρяισ ¢σмє иєι ѕσgиι
αттєитσ αι мιєι мιℓℓє ѕвαgℓι..
ѕємρяє α ѕтαятι νι¢ιиσ ѕι..
ѕє ѕσяяι∂ι σ ѕє ριαиgι..
тι gυαя∂єяò ¢σи ι мιєι σ¢¢нι gяαи∂ι..
иσи ρєя¢нè ѕσиσ ιℓ ℓυρσ
мα ѕσℓσ χ тяαѕмєттєятι ι мιєι ѕєитιмєитι..
є fαяò ∂ι тє яєgιиα
∂ι тυттι ι мιєι gισяиι
ιи мσ∂σ ∂α яєи∂єяℓι тυттι ριù вєℓℓι..ι
и мσ∂σ ¢нє ρσι ρσѕѕσ ραѕѕαяℓι ¢σи тє..
αρяι ℓє вяα¢¢ια є тιєиιмι ѕємρяє ¢σи тє..
ѕємвяσ fσятє мα ιи fσи∂σ ѕσи fяαgιℓє..
є иσи ανєяє ραυяα ∂ι gυαя∂αямι иєgℓι σ¢¢нι..
иєαи¢нє ѕє ρσι αяяσѕιѕ¢ι
νσgℓισ ѕσℓσ ραяℓαятι
є ѕριєgαятι ¢нє ισ тι ѕєитσ ραятє ∂ι мє..
тι ѕєитσ ραятє ∂ι мє
ρєя¢нè fαι fιитα ∂ι иσи νє∂єямι..
ѕємвяα ¢нє тι иαѕ¢σи∂ι ∂ιєтяσ
α qυαℓ¢σѕα ¢нє иσи яιєѕ¢σ α ѕριєgαямι..
є ιиνє¢є ѕσиσ qυι ρяσитσ
α ∂αятι тυттι ι мιєι ѕєитιмєитι
є α яєgαℓαятι αи¢нє тυттι ι мιєι gισяиι
ιи мσ∂σ ¢нє ρσι ρσѕѕσ ραѕѕαяℓι ¢σи тє
αρяι ℓє вяα¢¢ια є тιєиιмι ѕємρяє ¢σи тє..
ѕємвяσ fσятє мα ιи fσи∂σ ѕσи fяαgιℓє
є иσи ανєяє ραυяα ∂ι gυαя∂αямι иєgℓι σ¢¢нι..
иєαи¢нє ѕє ρσι αяяσѕιѕ¢ι
νσgℓισ ѕσℓσ ραяℓαятι
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тι ѕєитσ ραятє ∂ι мє..α
ρяι ℓє вяα¢¢ια є тιєиιмι ѕємρяє ¢σи тє
ѕємвяσ fσятє мα ιи fσи∂σ ѕσи fяαgιℓє..
є иσи ανєяє ραυяα ∂ι gυαя∂αямι иєgℓι σ¢¢нι..
иєαи¢нє ѕє ρσι αяяσѕιѕ¢ι
νσgℓισ ραяℓαятι є ѕριєgαятι ¢нє
тι ѕєитσ ραятє ∂ι мє..
тι ѕєитσ ραятє ∂ι мє..
ισ тι ѕєитσ ραятє ∂ι мє
May 21 2destiniTi ricordi i giorni chiari dell'estate
May 14 vivere..è νινєяє ¢нє νσgℓισ May 05 confusa..
May 03 O.oApril 22 [grey]¢ιя¢α 200 αииι fα вєиנαмιи fяαикℓιи ѕριєgò αℓ мσи∂σ ιℓ ѕєgяєтσ ∂єℓ ѕυσ ѕυ¢¢єѕѕσ: иσи fαяє мαι ∂σмαиι qυєℓℓσ ¢нє ρυσι fαяє σggι. є' ℓ'υσмσ ¢нє нα ѕ¢σρєятσ ℓ'єℓєттяι¢ιтà, мσℓтι ∂ι иσι ∂σνяєввєяσ αѕ¢σℓтαяє qυєℓℓσ ¢нє нα ∂єттσ. иσи ѕσ ρєя¢нè иσι ρяσ¢яαѕтιиιαмσ ℓє ¢σѕє, мα ѕє ∂σνєѕѕι ιи∂σνιиαяℓσ ∂ιяєι ¢нє нα мσℓтσ α ¢нє fαяє ¢σи ℓα ραυяα ... ραυяα ∂єℓ fαℓℓιмєитσ... ραυяα ∂єℓ ∂σℓσяє... ραυяα ∂єℓ яιfιυтσ. тαℓνσℓтα ℓα ραυяα è ѕσℓσ qυєℓℓα ∂ι ρяєи∂єяє υиα ∂є¢ιѕισиє ρєя¢нè ѕє тι fσѕѕι ѕвαgℓιαтσ ѕє ѕтєѕѕι fα¢єи∂σ υиσ ѕвαgℓισ ιяяιмє∂ιαвιℓє ∂ι qυαℓυиqυє ¢σѕα ѕι αввια ραυяα, ∂ι ѕι¢υяσ ¢'è υиα νєяιтà: иєℓ мσмєитσ ιи ¢υι ιℓ ∂σℓσяє ∂ι иσи fαяє υиα ¢σѕα ∂ινєитα ριù fσятє ∂єℓℓα ραυяα ∂ι fαяℓα, ¢ι ѕι ѕєитє ¢σмє ѕє ѕι ανєѕѕє υи тυмσяє gιgαитєѕ¢σ... [gяєу'ѕ αиαтσму]
April 20 ragazze scusatemi!!!
March 10 il futuro.."Il futuro sembra sempre lontano, ma avanza molto rapidamente...occorre prendersi il tempo per vivere, tempo per essere felici, tempo per dare il giusto valore a te stesso e alla tua esistenza.....La vita è un libro pieno di domande, purtroppo le risposte si possono trovare soltanto attraverso l'esperienza" March 07 ...La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto scrivi tu la fine io sono pronto non voglio stare sulla soglia della nostra vita guardare che è finita nuvole che passano e scaricano pioggia come sassi e ad ogni passo noi dimentichiamo i nostri passi la strada che noi abbiamo fatto insieme gettando sulla pietra il nostro seme a ucciderci a ogni notte dopo rabbia gocce di pioggia calde sulla sabbia amore, amore mio questa passione passata come fame ad un leone dopo che ha divorato la sua preda ha abbandonato le ossa agli avvoltoi tu non ricordi ma eravamo noi noi due abbracciati fermi nella pioggia mentre tutti correvano al riparo e il nostro amore è polvere da sparo il tuono è solo un battito di cuore e il lampo illumina senza rumore e la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto ma scrivi tu la fine io sono pronto March 03 incessante voglia di teIncessante voglia di te, Del tuo essere come sei, Desideroso d'ogni tuo gesto. Ascoltare i profumi tra le piante, vivere ogni singolo elemento che la natura offre, con te sembra la prima volta. Come il sole che accarezza il mio viso, le lacrime sulla mia pelle, labbra sulle labbra. Dolore della carne. Il calore del tuo corpo tiene caldo il mio, In una spirale d'armonia. Ti cerco a volte tra i miei sogni. Svegliandomi cerco le tue mani.
Mani che si avvicinano Che sfiorano Che scivolano Che ascoltano
Mani che toccano Che avvolgono Che percorrono Che stringono
Mani che si insinuano Che esplorano Che frugano Che sfregano
Mani che si bagnano Che indugiano Che si lasciano assaporare Che si appagano, Che bruciano che muoiono, Che piangono. ancora una volta sono lontane da me, Da dove sono amate e cercate da sempre, Dove tra le mie c'è la loro casa. Vivi in me, E cullati oltre la morte. March 02 portami via..
[otto_ohm]
February 12 Fabio Volo DocetFissava la bottiglia di birra mentre cercava di staccare l'etichetta con l'unghia. Gli ho chiesto se c'era qualcosa che non andava. Al momento ha risposto che andava tutto bene, poi, dopo un attimo di silenzio, ha iniziato un lungo monologo, come fosse impazzito o posseduto. «Quale sarà la nostra cosa? Io la mia non ho ancora capito qual è. Ho la sensazione di essere qui su questo cavolo di pianeta per fare qualcosa di importante, ma non riesco a capire cosa... Tu sai come si fa a capire qual è la propria cosa? Boh... mi sembra che sto buttando via la vita. Ieri avevo sedici anni... boom, oggi ne ho ventotto.» «Quale cosa, scusa?» «Ma sì, dai... la propria cosa, la propria chiamata, il proprio talento o capacità da esprimere. Insomma, quella roba lì, quella cosa che ognuno ha e che ci rende diversi dagli altri, il motivo di questa mia presenza, il senso della vita, che cazzo ne so...» «Oh... ma che c'hai messo nella birra, il pongo fuso? Che c'hai la crisi dei trent'anni a ventotto?» «Mah... non lo so. Te l'ho detto, sento che devo fare qualcosa di grande, forse non per l'umanità intera ma per me, qualcosa di straordinario per la mia vita, anche se non ho ancora capito cosa. So solo che sono stufo e dentro di me sento una forza che spinge, ma io non riesco a liberarla e così finisce che qualsiasi cosa faccia alla fine mi annoia.» Ha fatto una sorsata di birra, si è passato il labbro inferiore su quello superiore come fanno di solito quelli che hanno i baffi, anche se lui non li aveva, e poi è esploso: «Basta basta basta... mi sono rotto le palle, ci sarà un'uscita di sicurezza da questo modo di vivere, meritiamo di più che starcene in piazza a bere. L'abbiamo già fatto per troppo tempo, non dobbiamo commettere l'errore di rimanere qui e perderci in una vita ordinaria, già segnata. Io voglio veramente liberare quella forza prima che se ne vada, prima che finisca, che si spenga, e che renda il mio culo inseparabile dal divano». «Mi sa che è veramente la crisi dei trent'anni a ventotto. L'ho sempre detto che sei uno avanti.» «Vai a cacare! Non prendermi per il culo, aiutami a capire, piuttosto. Sto veramente impazzendo, oppure sono impazziti tutti gli altri? Cazzo Michele, io vendo case, niente di male per carità, guadagno anche bene, ma passo la mia giornata a dire alla gente quello che si vede aggiungendo solo bello o bella. "Qui c'è la sua bella vasca da bagno, qui la sua bella finestra, lì la sua bella caldaia..." Dico quello che si vede, hai mai pensato a quanto è assurda questa cosa? Mi aspetto sempre che un cliente mi risponda che non è mica scemo, che le vede anche lui la finestra e la vasca. Sii sincero, non dirmi che anche tu non ti sei rotto di fare sempre le stesse cose, vedere sempre gli stessi posti e la stessa gente. Non hai ogni tanto la sensazione che ci possa essere di più, che in realtà la vita sia di più? Gli articoli che scrivi sono belli, ma quanto ti frega realmente di quello che fai? Un paio di mesi fa hai scritto un articolo su come mantenersi in forma con gli oggetti di casa. C'era la fotografia di una casalinga che faceva gli esercizi con una bottiglia da un litro e mezzo di acqua... Cazzooooo, Michele, tu non sei così.» «Cosa ci devo fare? Se mi chiedono di fare un articolo su quell'argomento, io lo faccio. Non sempre posso dire di no, non sono mica io a scegliere, a volte.» «Comunque non è questo il punto, il punto è che sono io che mi sono rotto di questa vita e di queste serate.» «Questa non è stata una grande serata e neppure una gran cena, sono d'accordo. Tu poi sei stato praticamente sempre zitto, comunque non abbiamo mangiato malissimo e abbiamo anche riso un po'.» «Sono stato seduto di fronte a una che ciucciava una sigaretta di plastica perché voleva smettere di fumare... ne vogliamo parlare? La ragazza di Carlo ha sostenuto una discussione sul fatto che fosse importante festeggiare San Valentino. E lui la chiamava micia... mi-ci-a! Non è una micia: è un gatto attaccato ai coglioni. Dopo mezz'ora che l'ascoltavo mi era già venuta l'orchite, mi sono sbucciato l'interno delle ginocchia con i maroni. Ha persino detto che uno dei sogni della sua vita si realizzerà martedì, quando con il suo micio andranno a scegliere la cucina. Ma la cucina può essere il sogno di una persona di ventisette anni? Adesso vomito... Che differenza c'è tra questo sabato sera e quello scorso? Che invece di andare al Galaxy siamo tornati a casa. Punto. Ho ventotto anni e sto già vivendo l'illusione dell'autista del tram... vaffanculo! Io non mollo così presto.» «L'autista del tram? Guarda che non stai bene... passami la birra.» «No, tu non stai bene se non capisci! Lo sai, Michele, cosa fa l'autista del tram?» «Mi fa sempre effetto quando mi chiami per nome. Cosa vuoi che faccia... guida il tram.» «No, sbagliato! Sembra che guidi il tram, che sia padrone del mezzo, in realtà è uno che semplicemente frena e accelera. C'è il binario. Lui al massimo decide la velocità, ma neanche tanto, perché persino le fermate sono prestabilite e devono rispettare un orario. E così capita anche a noi: liceo, università, lavoro, matrimonio, figli, capolinea! Finisce che decidiamo solo quanto tempo metterci. Tutta la straordinarietà della vita ridotta a due funzioni: accelerare o frenare. Punto. Abbiamo l'illusione di guidare la nostra vita.» «Vabbè, non è proprio così, sei un po' pessimista. Un sacco di volte ci divertiamo, ridiamo, non è poi tanto nera come dici... tutto sommato io non mi lamento.» «Che schifo: "non mi lamento"... Siamo qui per spaccare il mondo e tu mi dici "non mi lamento"... Senti Michele, pensala come vuoi, ma è da tempo che io ho un fortissimo desiderio: voglio lasciarmi andare, voglio di più per me, voglio buttarmi per cadere verso l'alto. Ci sto pensando da tempo e sono arrivato a questa conclusione: perché non giochiamo un po' con la vita?» «Non ti seguo. Che cazzo vuol dire giocare con la vita? Forse dobbiamo fare proprio il contrario. Smetterla alla nostra età di giocare e pensare a cose più concrete: che ne so, trovare una compagna, mettere la testa a posto, sposarsi, fare dei figli, magari invece dell'affitto iniziare a pensare a un mutuo. Lo sai che pagare l'affitto è come buttare via il denaro, perché alla fine non hai né una casa né i soldi? I nostri genitori a questa età avevano già dei figli. Magari è questo che ti agita, il fatto che a ventotto anni non abbiamo ancora fatto qualcosa di concreto. Una sorta di orologio biologico al maschile. Se fossi una donna, forse adesso vorresti un figlio.» «Eh sì, ho la crisi dei trent'anni a ventotto, e la crisi delle donne da uomo... E chi cazzo sono, un esperimento genetico? Certo che dobbiamo fare le cose che hai detto, ma non si può partire da lì, non si può mettere le scarpe e poi le calze. Io non sono contrario all'idea, ma ci sono un tempo e una stagione per tutto. Guarda Maurizio, per esempio. A ventisette anni è uscito da casa dei genitori e si è sposato con Laura. Cazzo, ma vedere il mondo prima, no? Tutta la vita in un chilometro quadrato. Che tristezza è? È uscito da una casa per entrare subito in un'altra come un malato che cambia reparto. Tra l'altro si è sposato con una che era già stata con tutti noi. Qui le donne sono come le palline del flipper: prima con uno, poi con l'altro, e prima di sposarsi e andare in buca hanno già toccato tutti i bordi. Non sono contrario alla casetta, alla macchinetta, all'ufficetto, alla fidanzatina...» «Beh, se dici "casetta", "ufficetto", "fidanzatina", un po' sei contrario, perché con il diminutivo stai già prendendo per il culo. Comunque, se lui l'ha incontrata sotto casa perché doveva fare il giro del mondo? Magari dici così perché tu non hai trovato quella giusta.» «Vabbè, dimmi che la pensi davvero così, che pensi veramente quello che mi hai detto e smetto immediatamente di parlare con te di queste cose e parliamo di fica. Dico solo che ci deve essere qualcosa da fare di piùgrande.» «Senti Fede, la cosa più grande che posso fare è tornare a casa.» «Cerca di capire ciò che voglio dirti. Se guardo il mio futuro, è quasi tutto già tracciato. «Voglio prendere in mano i fili della mia vita. Non voglio più essere l'autista del tram. Voglio scendere, capire ciò che voglio realmente, qual è la mia cosa. Magari scopro che è veramente vendere case. Questo dev'essere il mio gioco di società. Altro che PlayStation. Non voglio diventare uno di quei rincoglioniti che sparano in un televisore e si sentono eroi, e poi basta un ritardo di tre giorni del ciclo mestruale della fidanzata e sbiancano, crollano o addirittura scappano.» «Fede, sinceramente non so cosa dire. Siamo qui a bere una birra, e tu mi fai dei discorsi che abbiamo già fatto anche in passato, ma con un senso diverso. Cosa vuol dire che adesso dev'essere un gioco? Dai, ripigliati! Cosa devo fare secondo te? Mi metto in silenzio in garage e aspetto che una vocina mi dica che devo fare l'astronauta, o il salumiere, o il pittore? Insomma, io semplicemente cerco di star bene, cos'altro devo fare?» «Non ti ho detto queste cose perché tu prenda una decisione. Dico solo che io non credo di voler spendere altro tempo per venire in piazza a bere, se non ho fatto prima qualcosa di importante per la mia persona. Io da domani sono occupato con me. «Volevo solo sapere se ti andava di essere complice in questa avventura. Tutto qua. Ecco che cosa avevo.» «Eh... tutto qua un cazzo! Mi hai vomitato addosso un pullman di pensieri. Ho il cervello che mi scoppia. Usciamo?» Siamo usciti nuovamente e ci siamo ubriacati. Io un po' meno. Federico mi ha detto che voleva farlo perché il giorno dopo da quella sbronza sarebbe risorta una nuova vita. Sono tornato a casa confuso, quella sera. |
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